Vecchie glorie: Sabino Muzio

Sono passati quasi venti anni dalla fondazione di questa franchigia. Migliaia di ragazzi hanno indossato con orgoglio questa maglia e scritto la loro pagina di storia. Questa rubrica vuole celebrare coloro che hanno contribuito con passione e sacrificio alla costruzione di questa realtà che compierà 20 anni nel Settembre 2016.

Ad aprire le danze, il Wide Receiver e Quarterback Sabino Muzio, che dalla fondazione nel 1996 fino al 2008 è stato un punto di riferimento per i compagni di squadra e per i coach, dentro e fuori dal campo.

Ciao Sabino, è un piacere risentirti!

Ciao a tutti, per me è sempre un piacere potermi sentire parte di questa grande Famiglia.

IMG_20141027_195320_edit_editSono passati tanti anni da quando hai iniziato a giocare a football e in particolare negli Sharks. Raccontaci, come ti sei avvicinato a questo sport e quindi a questa squadra?

Avevo 13 anni quando conobbi Ciccio Ferrara, noto personaggio dell’ambiente con il quale divenni presto amico e compagno nei Blackstars squadra dove lui giocava. Esattamente correva l’anno 1990. Quasi sei anni, dopo, dopo essermi laureato campione d’Italia nel ’94 con i Blackstars e militato nei Cardinals con tanto di partecipazione al Tazon Atzeca, nel ’96 nascono gli Sharks sotto la guida di Giuseppe Gallo e con sede Balestrate. Con queste origini gli Squali di cui ero WR si spostano dalle spiagge di Balestrate e approdano a quelle Palermitane da dove come sai molto bene cominciano una grande storia di successi.

Il football toglie tantissime energie dentro e fuori il campo, ma è una delle esperienze più formative e belle che esistano. Cosa ti ha insegnato di più questo sport?

Certamente lo sport agonistico insegna “il sacrificio” gli sport di squadra e sopratutto questo sport in più insegna a sacrificarsi per gli altri a condividere gioie e dolori, a fare “un passo in più…un centimetro ” per l’altro. Questo sport è sempre stato uno sport “povero” ma questo è il motivo per cui è rimasto uno sport sano e non diventato un business dove i player non si legano ma diventano mercenari.
Questo sport mi ha lasciato dei grandi legami, insegnato a credere e comprendere che con il sacrificio ed il sudore dell’allenamento e la disciplina si possono raggiungere risultati mai sperati.

IMG_20141027_194614_edit_editQuel’è il ricordo sportivo più bello che porti con te quando giocavi negli Sharks?

Potrei raccontare 12 anni di storie “Sharks”. Trasferte, allenamenti, partite, gioie, dolori (fisici e morali), tuttavia porto nel cuore una magica notte…finale Fidaf del 2003 contro Catania da cui usciamo vincitori. Che partita indimenticabile! Non da meno Doves Bologna vs Sharks Palermo a Bologna, anche quella partita in serale e finita all’overtime con la nostra sconfitta…anche se abbiamo perso, ho un vivo ricordo che mi emoziona ancora.

E’ innegabile che il football ti fa vivere delle esperienze uniche anche fuori dal campo, tra trasferte, spogliatoio, feste etc… Raccontaci un aneddoto che ti sta particolarmente a cuore.

Gli applausi di una tribuna in piedi per 12 pellegrini partiti per Ostia con le pezze al culo ad onorare un impegno preso. .. quella partita giocammo tutti doppio ruolo e in tutti gli special team… abbiamo straperso in campo con dolore… ma vinto nell’onore.

Di feste meglio non parlarne…sopratutto se dovete pubblicare…anche perché sono certo che chi non le ha vissute potrebbe non credere ad una parola…

Che consigli daresti ad un ragazzo di 15/16 anni che vuole iniziare a giocare a football americano?

Se puoi… non mettere mai un piede in campo…perché se lo fai… diventerà nel bene o nel male…la tua vita!

Grazie Sabino, grazie di cuore.

Grazie a voi fratelli

#road to20
Ufficio Stampa Sharks Palermo